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News dal mondo

Emergenza coronavirus 2 350

Secondo l’ultima edizione del “The Global Report on Food Crises” del World Food Programme, il COVID-19 potrebbe raddoppiare il numero di persone che soffrono la fame a livello globale. Entro fine 2020, infatti, le persone che vivono situazioni di grave insicurezza alimentare (≥ 3 scala ICP*) potrebbero arrivare a 265 milioni (135 milioni nel 2019).

Come temevamo, la pandemia di coronavirus non ha risparmiato l’Africa. L’impatto su povertà e malnutrizione è devastante e c’è il rischio concreto di tornare indietro di 30 anni.

 

Sistemi sanitari fragili, emergenze sanitarie ed ambientali pregresse e lo spettro di una possibile recessione rischiano di mettere in ginocchio l’intero continente sia da un punto di vista sanitario sia economicamente.

Il COVID-19 sta mettendo a dura prova la capacità di risposta di tutti i Governi a livello mondiale, ma i Governi dei Paesi africani devono affrontare sfide davvero molto complesse. Ad esempio:

  1. oLimitata capacità fiscale che si traduce nella mancanza di strumenti adeguati per far fronte all’emergenza e per dare poi nuovo slancio all’economia
  1. oElevati tassi di disoccupazione e forte prevalenza di economie informali e di piccole e micro imprese. Il lavoro, in Africa, è rappresentato per circa l’80% da PMI (50% in Europa). Il settore informale rappresenta circa il 55% dell’economia nell’Africa Sub-Sahariana e poche imprese riescono a garantire attività lavorative “da casa”. Il settore agricolo, a causa del lockdown, è in forte crisi e molte comunità hanno difficoltà ad accedere ai mercati alimentari dove i prezzi stanno aumentando vertiginosamente
  1. oDal 50% al 70% degli abitanti delle città africane vive negli slum in condizioni igienico-sanitarie precarie e questo rende molto difficile l’implementazione della strategia dell’isolamento diffusa dall’OMS e dalla comunità scientifica internazionale

 

  1. oLa chiusura delle scuole ha conseguenze devastanti sia nel breve che nel lungo periodo. Da un lato, infatti, per milioni di bambini, non andare a scuola significa non mangiare, non avendo almeno un pasto garantito dalle mense scolastiche. Dall’altro, in particolare per le bambine e le ragazze, non andare a scuola per qualche mese significa interrompere il proprio percorso scolastico definitivamente

 

  1. oIn Africa, ci sono 0,25 dottori ogni 1.000 abitanti (3, in media, nei Paesi membri dell’OCSE) e 1,4 posti letto in ospedale ogni 1.000 abitanti (3,2 in Italia). L’Italia, che sta vivendo un periodo di forte emergenza all’interno delle strutture ospedaliere, prima del diffondersi dell’epidemia, aveva poco più di 5.100 posti in terapia intensiva (circa 1 ogni 12.000 abitanti). Il Burkina Faso ha 20 posti in terapia intensiva (1 ogni 1.000.000 di abitanti) e il Senegal 50 posti (1 ogni 320.000 abitanti).

La scarsa disponibilità di risorse umane, strutture sanitarie e dispositivi medici insieme alla limitata capacità di effettuare test per individuare eventuali casi COVID-19 rischia di provocare un’ecatombe

 

 

L’appello di NutriAid e la campagna #InsiemeVinciamoLaSfida

Come sperimentato in tutto il mondo, l'unico strumento efficace contro la propagazione del virus è ridurre all'essenziale i contatti con l'esterno e rispettare le indicazioni fornite dall'OMS (mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, disinfettare gli ambienti, indossare dispositivi di protezione individuale come le mascherine).

 

Abbiamo inviato video e messaggi ai nostri operatori sanitari e ai beneficiari dei nostri progetti con indicazioni sulle disposizioni di sicurezza per evitare possibili situazioni di contagio, ma questo non è sufficiente. In Africa, la scelta è tra la necessità di sfamare la propria famiglia e quella di proteggersi dal coronavirus, ma l'accesso al cibo è sempre più difficile e mancano i dispositivi di protezione di base anche all’interno delle strutture sanitarie.

Nell'Africa Occidentale, la pandemia potrebbe far aumentare da 17 a 50 milioni il numero di persone colpite da fame e insicurezza alimentare tra Giugno e Agosto 2020. In Madagascar le scuole sono chiuse e i pasti che prima riuscivamo a garantire all’interno delle mense scolastiche, ora vanno consegnati alle famiglie, costrette a restare nelle proprie case, per non assistere ad un drammatico incremento dei tassi di malnutrizione nelle aree in cui siamo attivi.

Milioni di bambini sono a rischio sopravvivenza nei prossimi mesi e occorre agire immediatamente.Per questo motivo, abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi #InsiemeVinciamoLaSfida e abbiamo bisogno del tuo aiuto.

 

Con una donazione di 25 Euro garantisci ad una famiglia:

  1. omascherine, sapone liquido, gel idroalcolico, candeggina o disinfettante
  2. ogeneri alimentari di prima necessità

Organizzeremo, inoltre, comunicazioni radiofoniche e formazioni individuali nei centri sanitari sulle procedure e sui comportamenti da seguire per evitare il contagio.

DONA ORAinviando un bonifico al c/c bancario IT 03 V 05018 01000 000016707101 o al c/c postale 001041436831 intestati a NutriAid Italia. Causale “Emergenza coronavirus”

Grazie di cuore per tutto quello puoi fare!

*La scala IPC (Integrated food security Phase Classification) è uno strumento utilizzato da Governi, Nazioni Unite e organizzazioni non profit al fine di individuare i diversi livelli di gravità relativamente al tema “sicurezza alimentare”. In particolare:

1 – Minima

2 - Stress

3 - Crisi

4 – Emergenza

5 – Catastrofe/Carestia

http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/IPC_chart_eng.pdf

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Coronavirus – Malnutrizione: qual è la vera emergenza?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale rispetto al coronavirus (2019-nCoV). Tuttavia, la parola “emergenza” riguarda la gestione del nuovo coronavirus, non la pericolosità. Ad oggi, secondo i dati confermati dalla stessa OMS, il tasso di letalità (numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale dei malati) è pari al 2,08% con 1.017 decessi ma 4.975 guarigioni! (aggiornamento 11 Febbraio 2020).

Dobbiamo ricordare che ogni anno, nel mondo, muoiono fino a 650mila persone a causa di infezioni respiratorie acute provocate dall’influenza stagionale.

Tra le altre malattie nel mondo, ad esempio:

  • la polmonite è responsabile del 15% delle morti di bambini sotto i 5 anni. Nel 2017 sono morti più di 800mila bambini

  • l’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha causato la morte di 2.246 persone su un totale di 3.428 casi registrati (tasso di letalità = 65,5%)

  • la peste ha provocato negli ultimi anni centinaia di morti, soprattutto in Madagascar. Il tasso di letalità della peste oscilla tra il 30 e il 60% per la forma “bubbonica”, mentre è sempre letale quella di tipo “polmonare” se non curata. Nel 2017, proprio in Madagascar, in meno di 3 mesi sono stati registrati 2.348 casi e più di 200 decessi

  • la diarrea uccide ogni giorno più di 1.300 bambini sotto i 5 anni, circa 480.000 all'anno ed è la principale causa della malnutrizione. 

La malnutrizione è a tutti gli effetti una crisi sanitaria globale che peggiora di anno in anno. Nei bambini sotto i 5 anni, la malnutrizione è responsabile del 45% dei decessi.

Ogni minuto 5 bambini nel mondo muoiono a causa della malnutrizione.

In Madagascar, dove 3/4 della popolazione vive con meno di 1,90$ al giorno, 1 bambino su 2 sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta e questo rende i bambini estremamente vulnerabili a malattie potenzialmente letali come il morbillo (più di 127mila casi registrati ad inizio 2019).

L’epidemia del coronavirus non va sottovalutata e va gestita con la massima attenzione possibile, ma questo non deve generare fenomeni di esclusione verso specifiche etnie ma non deve distogliere l’attenzione dalle troppe persone (i bambini tra i soggetti più vulnerabili) che muoiono ogni giorno per altre cause ben più gravi del coronavirus.

Cosa possiamo fare noi?

Adottare misure di prevenzione, igiene e protezione (come per l’influenza), consultare il sito del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma soprattutto fare attenzione alle fake news!

Per prevenire l'infezione l'ISS ribadisce la fondamentale importanza di una corretta igiene delle superfici (con disinfettanti contenenti alcol - etanolo -oppure a base di cloro all'1% -candeggina) e delle mani (con acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure con un disinfettante per mani a base alcolica). Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi bisogna evitare di toccarli con le mani non lavate.

 

Ma soprattutto...

Unisciti a noi per salvare i bambini dall'emergenza cronica della fame:

Invia la tua donazione tramite:

https://www.nutriaid.org/it/sostieni/come-donare

oppure carta di credito:   PayPal

SUN report 280

SUN Scaling Up Nutrition pubblica il nuovo rapporto, Movement Progress Report 2019 e pone in evidenza il problema della fame a livello globale dove più di 820 milioni di persone ancora soffrono di malnutrizione mentre un bambino su cinque al di sotto dei 5 anni (ossia 149 milioni di bambini) soffre di ritardo nell’accrescimento con gravi compromissioni sulla sua capacità di raggiungere una piena crescita e potenziale di sviluppo.

Contemporaneamente, sovrappeso e obesità sono in aumento in tutte le regioni del pianeta. Le diete scarsamente nutritizie rimangono il principale fattore di rischio di morte in tutto il mondo e, nel complesso, quasi la metà delle morti infantili sono correlate alla malnutrizione.

È interessante la lettura relativa ad alcuni profili Paese in cui NutriAid interviene:

BURKINA FASO
Population 20.32 million

  • Under 5 stunting (%) 25.0
  • Under 5 wasting (%) 8.4 
  • Under 5 overweight (%) 1.0
  • Low birth weight (%) 13.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.6
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 55.8

CHAD
Population 15.95 million

  • Under 5 stunting (%) 39.8
  • Under 5 wasting (%) 13.3 
  • Under 5 overweight (%) 2.8
  • Low birth weight (%) n.a  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 47.7
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 0.1

MADAGASCAR
Population 26.97 million

  • Under 5 stunting (%) 48.9
  • Under 5 wasting (%) 7.9 
  • Under 5 overweight (%) 1.1
  • Low birth weight (%) 17.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 36.8
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 41.9

SENEGAL
Population 16.3 million

  • Under 5 stunting (%) 16.5
  • Under 5 wasting (%) 9.0 
  • Under 5 overweight (%) 0.9
  • Low birth weight (%) 18.5  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.9
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 42.1 

Leggi il rapporto completo:




uuUnder five stunting (%)Under fivestunting(%)                    25.0

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Secondo l’ultimo rapporto UNICEF, un numero allarmante di bambini soffre di una dieta povera e di un sistema alimentare scarsamente efficiente.

I dati indicano che almeno 1 bambino su 3 sotto i cinque anni - cioè oltre 200 milioni - è denutrito o in sovrappeso. Quasi 2 bambini su 3 di età compresa tra i sei mesi e i due anni non ricevono alimenti che sostengano il corpo e il cervello in rapida crescita. Questo li mette a rischio di uno scarso sviluppo cerebrale, apprendimento debole, bassa immunità, aumento delle infezioni e, in molti casi, la morte.

"Nonostante tutti i progressi tecnologici, culturali e sociali degli ultimi decenni, abbiamo perso di vista un fatto fondamentale: se i bambini mangiano male, vivono male", dice Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

"Milioni di bambini vivono con una dieta non sana semplicemente perché non hanno una scelta migliore. Il modo in cui comprendiamo e rispondiamo alla malnutrizione deve cambiare: non si tratta solo di approvvigionare cibo a sufficienza, ma soprattutto di procurare il cibo giusto da mangiare. Questa è la nostra sfida comune oggi".

La relazione fornisce la valutazione più completa della malnutrizione infantile del XXI secolo in tutte le sue forme. Esso descrive un triplice carico di malnutrizione: denutrizione, fame nascosta causata dalla mancanza di nutrienti essenziali e sovrappeso tra i bambini al di sotto dei cinque anni, in particolare:

  • 149 milioni di bambini sono stunted, cioè troppo bassi per la loro età,
  • 50 milioni di bambini sono wasted, cioè troppo magri per la loro altezza,
  • 340 milioni di bambini - cioè 1 su 2 - soffrono di carenze di vitamine essenziali e nutrienti come la vitamina A e il ferro,
  • 40 milioni di bambini sono in sovrappeso o obesi.

Il rapporto evidenzia che la scarsità di cibo e le cattive pratiche alimentari fin dai primi giorni di vita di un bambino. Sebbene l'allattamento al seno possa salvare vite umane, ad esempio, solo il 42 per cento dei bambini al di sotto dei sei mesi di età viene allattato esclusivamente al seno e un numero crescente di bambini viene alimentato con latte artificiale.

Le vendite di latte artificiale sono cresciute del 72% tra il 2008 e il 2013 in paesi a reddito medio-alto come Brasile, Cina e Turchia, in gran parte a causa di marketing inappropriato e di politiche e programmi deboli per proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento al seno.

Quando i bambini cominciano a passare a cibi solidi intorno ai sei mesi, molti assumono una dieta sbagliata. In tutto il mondo, quasi il 45 per cento dei bambini tra i sei mesi e i due anni di età non viene alimentato con frutta o verdura. Quasi il 60 per cento non mangia uova, latticini, pesce o carne.

Con l'aumentare dell'età dei bambini, la loro esposizione a cibi non sani diventa allarmante, in gran parte a causa di marketing e pubblicità inappropriati, dell'abbondanza di cibi ultra trasformati e all'aumento dell'accesso ai fast food e alle bevande altamente dolcificate.

Il rapporto mostra ad es. che il 42 per cento degli adolescenti in età scolare nei paesi a basso e medio reddito consuma bevande zuccherate almeno una volta al giorno e il 46 per cento mangia nei fast food almeno una volta alla settimana. Questi tassi salgono rispettivamente al 62 per cento e al 49 per cento per gli adolescenti dei paesi ad alto reddito.

Di conseguenza, i livelli di sovrappeso e obesità nell'infanzia e nell'adolescenza sono in aumento in tutto il mondo. Dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini in sovrappeso di età compresa tra i 5 e i 19 anni è raddoppiata, passando da 1 su 10 a quasi 1 su 5. Dieci volte più ragazze e 12 volte più ragazzi di questa fascia d'età soffrono oggi di obesità rispetto al 1975.

Viceversa 1 bambino su 5 di età compresa tra i sei mesi e i due anni delle famiglie più povere mangia una dieta sufficientemente diversificata per una crescita sana.

Infine il report rileva l’importanza che le catastrofi climatiche provocano causando gravi crisi alimentari. La siccità, ad esempio, è responsabile dell'80 per cento dei danni e delle perdite in agricoltura, alterando drasticamente la disponibilità di cibo per i bambini e le famiglie, nonché la qualità e il prezzo di tale cibo.


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16 Ottobre 2019 – Giornata Mondiale dell’Alimentazione

L’appuntamento di quest’anno richiama l’attenzione su alimentazione sana accessibile e disponibile a tutti. Lo slogan 2019 della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) è, infatti, “Healthy diets for a zero hunger world” ponendo, quindi, l’accento sul fatto che le nostre scelte alimentari abbiano ripercussioni positive o negative sul futuro del pianeta e sul raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero.

Tuttavia, al fine di generare un reale cambiamento, serve uno sforzo notevole anche da parte di agricoltori, governi/decision maker e aziende. In particolare:

-      Agricoltori: le competenze e la conoscenza di pratiche tradizionali di donne e uomini che lavorano nel settore agricolo sono essenziali in un mondo in cui la produzione di cibo deve far fronte a sfide complesse legate a cambiamenti climatici e alla disponibilità limitata di risorse

-        Governi/Decision maker: sono necessari investimenti che mirino ad assicurare la disponibilità e l’accessibilità di cibo sano, dato la spesa elevata per problemi di salute strettamente connessi alla malnutrizione

-        Aziende: devono influenzare positivamente il settore alimentare con attività quali, ad esempio: produzione di cibo di qualità e con alti valori nutrizionali, investimenti in tecnologie innovative, supporto finanziario alle comunità produttive locali, chiara etichettatura dei prodotti

 

IL “FOOD LOSS”

Analizzando nel dettaglio le stime secondo le quali andrebbe perduto circa un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale, si scopre che il 14% della produzione totale diventa “immangiabileprima ancora di essere venduto in negozi e supermercati: si tratta del cosiddetto “food loss” e riguarda principalmente le aziende produttrici che alimentano tale dato a causa di problemi legati principalmente a stoccaggio e trasporto.

Nei Paesi a basso reddito le perdite sono dovute principalmente alla carenza di infrastrutture adeguate, mentre, nei Paesi industrializzati, le perdite avvengono principalmente a causa di problemi legati allo stoccaggio (es. temperatura, umidità).

Alimenti, invece, come frutta e verdura registrano perdite principalmente per problemi “sul campo” e in fase di raccolta come, ad esempio: condizioni climatiche, errate tempistiche di raccolta o errate pratiche agricole, esigenze imposte dal mercato, errate modalità di confezionamento e di trasporto.

La riduzione di tali perdite comporta importanti investimenti economici che non possono ricadere totalmente o quasi sui produttori locali.

 

ZERO HUNGER: A CHE PUNTO SIAMO?

La Hunger Map 2019 prodotta dal World Food Programme conferma il trend degli ultimi anni: la fame è in aumento a livello globale e colpisce una persona su nove, 821 milioni di persone.

I dati più preoccupanti riguardano proprio l’Africa. Relativamente ai Paesi in cui opera NutriAid, Ciad e Madagascar presentano valori molto elevati, tra i più alti a livello globale: più del 35% della popolazione è affetta da malnutrizione. La situazione è preoccupante anche in Kenya, mentre abbiamo valori leggermente inferiori in Senegal e in Burkina Faso.

I bambini subiscono le conseguenze più gravi.

Secondo il più recente rapporto di UNICEF:

  • un bambino su tre nella fascia di età tra 0 e 5 anni è denutrito o in sovrappeso 
  • ritardi della crescita a causa della malnutrizione riguardano 149 milioni di bambini, troppo bassi per la loro età, mentre 50 milioni sono deperiti, troppo magri in proporzione alla loro altezza

-        due bambini su tre con età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni non ricevono tutti gli alimenti di cui necessiterebbero per la loro crescita

-        340 milioni di bambini soffrono di mancanza di vitamine e nutrienti essenziali, tra cui la vitamina A e il ferro

 

COSA FARE PER UN’ALIMENTAZIONE SANA E SOSTENIBILE

La FAO sintetizza in tre macro-categorie le azioni che ognuno di noi può fare per consumare cibo in modo responsabile.

DIET CHOICES

  1. consumare verdura, frutta, legumi, frutta secca e cereali integrali
  2. ridurre il consumo di zuccheri raffinati, amido, grassi e sale
  3. conoscere la differenza tra grassi saturi e insaturi

PLANET CHOICES

  1. diversificare la propria dieta preferendo il cibo tradizionale, locale e stagionale
  2. consumare cibo “sostenibile” (es. pesce)
  3. conservare gli avanzi nel frigo/freezer e non sprecare cibo

LIFE CHOICES

  1. imparare a leggere bene le etichette dei prodotti
  2. essere un consumatore critico senza farsi attirare dalla confezione o dalla pubblicità di un prodotto
  3. fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica
  4. fare passaparola condividendo la propria conoscenza e il proprio rispetto per il cibo

 

NUTRIAID

NutriAid è sempre in prima linea per lottare contro fame e malnutrizione sia in fase di cura sia in fase di sensibilizzazione e prevenzione.

Coerentemente con i dati presentati nel rapporto UNICEF, resta attivo l’impegno nella campagna “1000 Giorni Zero Fame” attraverso la quale NutriAid si impegna a salvare mamme e bambini dalla morte per fame concentrando gli sforzi proprio nei primi 1000 giorni, dall’inizio della gravidanza al compimento del secondo anno di età del bambino.

La carenza di alimenti e nutrienti essenziali per la crescita espone il bambino al rischio di un limitato sviluppo cerebrale e di insufficienti difese immunitarie con conseguente maggiore vulnerabilità a infezioni e malattie, spesso mortali.

 

 

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Centro e Sud del MADAGASCAR.

Qui centinaia di bambini in età scolare soffrono di malnutrizione cronica dovuta ad un regime alimentare insufficiente e alla carenza dei nutrienti essenziali per crescere ed essere in salute. Mancano cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria e istruzione di base.

Quando sono fortunati, i bambini mangiano una sola volta al giorno.

Ecco perché NutriAid ha deciso di essere un elemento determinante per la buona crescita di questi giovani ed ha aperto 3 programmi di sostegno a distanza.

A seconda dell'area di intervento, il contributo servirà per fornire materiale scolastico, pagare le tasse d'iscrizione, dispensare 3 pasti al giorno, organizzare corsi di formazione professionale e attività ricreative, oltre a finanziare campagne di sensibilizzazione, trattamenti sanitari specifici o costruire infrastrutture di base necessarie quali le mense comunitarie. 

Inoltre, NutriAid si occuperà di rispondere alle necessità della famiglia, della comunità e delle istituzioni locali, contribuendo di fatto allo sviluppo vero e proprio di un capitale umano che diventerà una risorsa per sè stesso e per il proprio Paese.

 

UNISCITI A NOI. SOSTIENI UN BAMBINO A DISTANZA!

Scegli tra questi 3 il tuo progetto

 

1. ANTSIRABE centro del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Mora mora: educazione e nutrizione

2. ANTANANARIVO capitale del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Education changes world

3. ANTSOHA  sud ovest del Madagascar 

Programma di Sostegno a Distanza La vita rinasce dalla luce e dall’acqua

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Raggiungimento degli SDGs

troppi obiettivi ancora lontani dal traguardo


19 Giugno 2019

Il segretariato delle Nazioni Unite António Guterres ha rilasciato alcuni giorni fa l’anteprima del rapporto annuale che descrive i progressi compiuti dal mondo in relazione ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Si tratta del documento Special Edition: Progress to the SDGs: Report of the Secretary-General, e i suoi contenuti saranno discussi a metà luglio a New York durante l’High-level Political Forum (Hlpf), l’incontro quadriennale che valuta l’attuazione dell’Agenda 2030, e analizza la distanza tra la situazione reale e i 169 Target che compongono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile

Il rapporto fa ben sperare sul raggiungimento del Goal 3 (salute e benessere), dove i tassi di mortalità infantile continuano a diminuire mentre vengono fatti progressi su determinate malattie (come la cura all’epatite), e del Goal 7 (energia pulita e accessibile) sul quale si registrano passi avanti significativi, anche per le misure di efficienza energetica che ampliano il proprio campo d’applicazione. Qualcosa si muove anche sul Goal 8 (buona occupazione e crescita economica), grazie alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (tornati ai livelli di precrisi finanziaria) diminuisce anche la popolazione urbana che vive in zone malsane, un buon dato per la realizzazione del Goal 11 (città e comunità sostenibili). 

Molto più preoccupante è la situazione sul Goal 1 (sconfiggere la povertà) e Goal 2 (sconfiggere la fame): i poveri estremi sono in diminuzione, ma si prevede che il tasso di povertà estrema (quello di chi guadagna meno di 1,90 dollari al giorno) nel 2030 sarà pari al 6%, mancando dunque l’Obiettivo della totale eliminazione.

Inoltre, per il terzo anno consecutivo crescono le persone che patiscono la fame e sono ancora milioni i bambini denutriti sul Pianeta.

Il Goal 4 (istruzione di qualità) è ancora lontano dall’essere raggiunto, basti pensare che nel 2017 più di 260 milioni di bambini e giovani non andavano a scuola. Parlando del Goal 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), sono circa un miliardo le persone che vivono in zone dove c’è carenza di acqua e dove le strutture non garantiscono servizi igienico sanitari adeguati.

Dati poco confortanti anche sul cambiamento climatico, a dispetto delle dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo e delle mobilitazioni di giovani e cittadini, crescono ancora le emissioni di gas serra. Un dato che mina il raggiungimento del Goal 13 (lotta contro il cambiamento climatico), in cui è inserito proprio l’obiettivo stabilito a Parigi (limitare l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli del 1880).

(fonte Asvis)

 

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3 giugno 2019 Sembra incredibile che nel 2019 si possa morire ancora di parto. E invece succede: ogni giorno più di 800 donne muoiono ancora per complicazioni legate alla gravidanza. Questo dato drammatico emerge dal rapporto Unicef sulla salute materna, secondo il quale i costi delle cure prenatali e dei servizi per il parto, dissuadono le donne incinte dal cercare cure mediche, mettendo in pericolo la vita delle madri e dei loro bambini. Un fenomeno strettamente connesso con la povertà, ovviamente, che interessa in particolare modo, Africa, Asia, America Latina e Caraibi.

In questi Paesi, il parto è la prima causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni. A ciò si devono aggiungere i 7000 bambini che ogni giorno nascono morti, la metà dei quali erano vivi all’inizio del travaglio e altri 7000 che muoiono nei primi mesi di vita. La realtà è dura per le donne più povere, ovviamente. In tutta l’Asia meridionale, il triplo delle donne ricche effettua quattro o più visite di assistenza prenatale rispetto alle donne provenienti da famiglie più povere. Quando si tratta di donne che partoriscono in una struttura, il divario tra poveri e ricchi è più del doppio in Africa Occidentale e centrale.

«Per troppe famiglie i costi del parto – dichiara Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef –possono essere catastrofici. Se una famiglia non può permettersi questi costi, le conseguenze possono essere fatali». Secondo i dati, infatti, più di 5 milioni di famiglie in Africa, Asia, America Latina e Caraibi impiegano ogni anno oltre il 40% delle loro spese domestiche non alimentari in servizi sanitari per la maternità.

La copertura sanitaria

Medici, infermieri e ostetriche svolgono un ruolo fondamentale nel salvare le madri, il problema è che sono troppo pochi e ogni anno milioni di nascite avvengono senza un assistente specializzato. Peraltro, sempre secondo il Rapporto, dal 2010 al 2017 la copertura del personale sanitario è sì aumentata in molti paesi, ma è stato minimo nei Paesi già poveri, dove i livelli di normalità materna e neonatale sono stati i più alti.

Ad esempio, dal 2010 al 2017 la copertura è passata da 4 a 5 operatori sanitari per 10mila persone in Mozambico e da 3 a 9 in Etiopia. Per avere un paragone, in Norvegia tale numero è passato da 213 a 228 operatori sanitari per 10mila persone nello stesso periodo. 

«Non riusciamo a fornire – dice Fore – un’assistenza di qualità alle madri più povere e vulnerabili. Troppe madri continuano a soffrire all’infinito, specialmente durante il parto. Possiamo fermare questa sofferenza e salvare milioni di vite con un paio di mani sicure, strutture funzionali e una migliore qualità delle cure prima, durante e dopo la gravidanza».

Il focus su giovani madri e spose bambine

I dati poi sulle giovani madri sono allarmanti: «A livello globale, le complicazioni legate alla gravidanza sono la prima causa di morte tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni di età – si legge –. Questo perché le ragazze adolescenti si stanno ancora sviluppando e sono a grande rischio di complicazioni se restano incinte». 

Per quanto riguarda, invece, il drammatico fenomeno delle spose bambine, «hanno meno probabilità di ricevere cure mediche adeguate durante la gravidanza o di partorire in una struttura sanitaria, rispetto alle donne sposate da adulte. In genere, le spose bambine finiscono per avere molti figli di cui prendersi cura, spesso più delle donne che si sposano da adulte. 

In Camerun, Ciad e Gambia, oltre il 60% delle ragazze dai 20 ai 24 anni che si sono sposate prima dei 15 anni ha avuto tre o più figli, rispetto a meno del 10% delle donne della stessa età che si sono sposate da adulte».

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Il tema delle Nazioni Unite in occasione del World Water Day 2019 è “Leaving no one behind”, coerente con uno dei punti fondamentali dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: tutti devono trarre beneficio dal processo di sviluppo sostenibile.

In particolare, per quanto riguarda l’acqua, è stato fissato l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 6: “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”. Da qui il tema per quest’anno: “Non lasciare indietro nessuno”.

Oggi, nel mondo:

  • 2.1 miliardi di persone vivono senza acqua potabile a casa
  • 1 scuola elementare su 4 non ha servizi di acqua potabile
  • più di 700 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno a causa della diarrea provocata da acqua non potabile e dalla mancanza di adeguate strutture igienico-sanitarie
  • l’80% delle persone che utilizzano acqua non potabile vivono in aree rurali
  • in 8 famiglie su 10, le donne e le bambine hanno il compito di reperire e trasportare l’acqua
  • più di 800 donne muoiono ogni giorno per complicanze in gravidanza e durante il parto
  • circa 4 miliardi di persone, 2/3 della popolazione mondiale, affrontano periodi di scarsità d’acqua che durano almeno un mese all’anno
  • 700 milioni di persone potrebbero essere costrette a fuggire entro il 2030 a causa della scarsità di acqua
  • la popolazione più ricca generalmente riceve servizi “WASH” (WAter Sanitation Hygiene) di alto livello e spesso a basso costo, mentre la popolazione più povera paga un prezzo molto più alto per lo stesso servizio, a volte di minore qualità  

Lato mission di NutriAid, è chiaro che non è possibile lottare contro la malnutrizione infantile senza comprendere e affrontare le problematiche che la causano. Per tale motivo, parte dei nostri progetti sono focalizzati sulla fornitura di strutture igienico-sanitarie e sulla cosiddetta “safe water”.

Ad esempio:

  • in Burkina Faso, nei comuni di Ziniaré e Zitenga (Regione del Plateau Central) prevediamo la realizzazione di pozzi e cisterne per l’attività agricola della popolazione locale al fine di diminuire la vulnerabilità all’insicurezza alimentare e nutrizionale in un Paese costantemente minacciato dalla siccità e in cui l’agricoltura impegna più dell’80% della popolazione;
  • in Madagascar, nel villaggio di Antsoha (Distretto di Morondava) prevediamo la creazione di infrastrutture per l’approvvigionamento idrico e il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

 

Vuoi supportare i nostri progetti? 

Invia la tua donazione tramite:

  • c/corrente postale n. 11 88 11 33intestato a NutriAid International onlus oppure
  • c/corrente bancario IT 62 F 02008 01152 000101023478

 

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NUTRIAID IN KÜRZE

NutriAid wurde 1996 gegründet und ist mittlerweile zu einem Netzwerk gemeinnütziger Organisationen angewachsen, die sich im medizinisch-humanitären Bereich im Kampf gegen Mangelernährung bei Kindern einsetzen.

NutriAid ist seit dem 1. Januar 1999 als Non Profit Organisation in Italien eingetragen und seit Ende 2017 als gemeinnütziger, eingetragener Verein in Deutschland zugelassen.

Der Hauptsitz von NutriAid befindet sich in Turin, Italien, mit Standorten in Oberursel bei Frankfurt am Main, Deutschland, und in Lugano, Schweiz.

NutriAid ist zurzeit in Madagaskar, Senegal, Burkina Faso, Kenia, Tschad und Italien tätig. In diesen Ländern unterhält NutriAid Langzeitprogramme, reagiert aber auch auf Notfälle, die durch Konflikte, Gewalt oder Naturkatastrophen hervorgerufen wurden.

NutriAid unterstützt und koordiniert Hilfezentren, konzentriert sich dabei auf intensive Maßnahmen gegen alle Arten von Mangelernährung bei Kindern, seien sie akut oder chronisch, schwer oder moderat.

NutriAid führt Gesundheitsvorsorgeprogramme mit Hilfe ihrer medizin-wissenschaftlichen Einsatztruppe durch. Diese Spezialistenteams bestehen in erster Linie aus Kinderärzten, die nach einer Fortbildung zur Behandlung von Protein-Energie-Mangelernährung (PEM) in Entwicklungsländer entsandt werden.

NutriAid realisiert sogenannte Food-Security-Programme. Diese sollen dafür sorgen, dass die chronische Diskrepanz zwischen Zugang zu Ressourcen und gerechte Verteilung, um die Ernährungsbedürfnisse der Kinder zu gewährleisten, beseitigt wird. Hier geht es nicht nur um Nahrungshilfe - die Empfänger sollen in die Lage versetzt werden, für sich selbst zu sorgen und selbstbestimmt zu handeln.

NutriAid unterstützt Familien durch Projekte im Bereich landwirtschaftlicher Entwicklung und Tierhaltung, damit Rückfälle vermieden werden können und der Kreislauf von Hunger und Armut gebrochen wird.

NutriAid fördert das Problembewusstsein im Hinblick auf Mangelernährung bei Kindern, der sich viele Länder in der südlichen Hemisphäre ausgesetzt sehen. Zu diesem Zweck werden in Italien Informationskampagnen, Bildungs- und Trainingsaktivitäten durchgeführt.Twe

NutriAid arbeitet partnerschaftlich mit den folgenden führenden internationalen Institutionen zusammen: UN World Food Programme (WFP), UNICEF, Weltgesundheitsorganisation (WHO) - ebenso mit nationalen und lokalen Institutionen. Gemeinsames Ziel ist es, für Nahrungssicherheit zu sorgen, Armut, Unter- und Mangelernährung zu beseitigen, und zwar durch Forschung, Zusammenarbeit, Förderung lokaler Gesundheitsstrategien und durch landwirtschaftliche Projekte basierend auf nachhaltigem Management der Ressourcen.

 

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HELFEN SIE HEUTE EINER MUTTER!

 

 
 

 

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VISION UND MISSION

 

Vision


Wir glauben an den absoluten Wert des Lebens, wir glauben an eine Welt, in der das Recht eines Kindes auf Gesundheit respektiert wird, in der alle Kinder leben und aufblühen können.

Wir sind überzeugt, dass es wichtig ist, die Bedürfnisse von Kindern in den Mittelpunkt zu stellen. Die Zukunft aller Generationen hängt von unserem Umgang mit ihnen ab.

Mission


Wir sind da, wo die Wahrscheinlichkeit, Hunger, Krankheit und Armut zu überleben, in Gefahr ist.


Die Folgen von Kriegen, sozialen, politischen, geografischen und ökonomischen Gegebenheiten machen es sehr schwer, Kindern die grundlegenden Ernährungsbedürfnisse zu gewährleisten.


Dies gilt für alle Länder, in denen wir arbeiten. Um so mehr glauben wir an die Möglichkeit, bei der Gestaltung einer Zukunft für schwer mangelernährte Kinder zu helfen.


Wir glauben, der erste Schritt, eine Chance auf Leben zu sichern, besteht darin, Menschen über unser Projekt zu informieren, ihre Wahrnehmung zu steigern und sie zu involvieren.

 

Aber das ist nicht genug.


Unser Ziel für die Betroffenen ist es, Autonomie zu erlangen. Dies ist essentiell für Entwicklung und Fortschritt.


Wir von NutriAid sind der festen Überzeugung ein Privileg zu besitzen. Das Privileg, durch fortwährende Suche nach Lösungsstrategien für Mangelernährung, ein Allgemeingut zu beschützen.


Dieses Allgemeingut besteht in dem Recht auf Leben für jedes Kind. Es respektiert unterschiedliche Kulturen. Es ist aufmerksam gegenüber Bedürfnissen und Gefühlen von Menschen.



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