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Coronavirus – Malnutrizione: qual è la vera emergenza?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale rispetto al coronavirus (2019-nCoV). Tuttavia, la parola “emergenza” riguarda la gestione del nuovo coronavirus, non la pericolosità. Ad oggi, secondo i dati confermati dalla stessa OMS, il tasso di letalità (numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale dei malati) è pari al 2,08% con 1.017 decessi ma 4.975 guarigioni! (aggiornamento 11 Febbraio 2020).

Dobbiamo ricordare che ogni anno, nel mondo, muoiono fino a 650mila persone a causa di infezioni respiratorie acute provocate dall’influenza stagionale.

Tra le altre malattie nel mondo, ad esempio:

  • la polmonite è responsabile del 15% delle morti di bambini sotto i 5 anni. Nel 2017 sono morti più di 800mila bambini

  • l’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha causato la morte di 2.246 persone su un totale di 3.428 casi registrati (tasso di letalità = 65,5%)

  • la peste ha provocato negli ultimi anni centinaia di morti, soprattutto in Madagascar. Il tasso di letalità della peste oscilla tra il 30 e il 60% per la forma “bubbonica”, mentre è sempre letale quella di tipo “polmonare” se non curata. Nel 2017, proprio in Madagascar, in meno di 3 mesi sono stati registrati 2.348 casi e più di 200 decessi

  • la diarrea uccide ogni giorno più di 1.300 bambini sotto i 5 anni, circa 480.000 all'anno ed è la principale causa della malnutrizione. 

La malnutrizione è a tutti gli effetti una crisi sanitaria globale che peggiora di anno in anno. Nei bambini sotto i 5 anni, la malnutrizione è responsabile del 45% dei decessi.

Ogni minuto 5 bambini nel mondo muoiono a causa della malnutrizione.

In Madagascar, dove 3/4 della popolazione vive con meno di 1,90$ al giorno, 1 bambino su 2 sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta e questo rende i bambini estremamente vulnerabili a malattie potenzialmente letali come il morbillo (più di 127mila casi registrati ad inizio 2019).

L’epidemia del coronavirus non va sottovalutata e va gestita con la massima attenzione possibile, ma questo non deve generare fenomeni di esclusione verso specifiche etnie ma non deve distogliere l’attenzione dalle troppe persone (i bambini tra i soggetti più vulnerabili) che muoiono ogni giorno per altre cause ben più gravi del coronavirus.

Cosa possiamo fare noi?

Adottare misure di prevenzione, igiene e protezione (come per l’influenza), consultare il sito del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma soprattutto fare attenzione alle fake news!

Per prevenire l'infezione l'ISS ribadisce la fondamentale importanza di una corretta igiene delle superfici (con disinfettanti contenenti alcol - etanolo -oppure a base di cloro all'1% -candeggina) e delle mani (con acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure con un disinfettante per mani a base alcolica). Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi bisogna evitare di toccarli con le mani non lavate.

 

Ma soprattutto...

Unisciti a noi per salvare i bambini dall'emergenza cronica della fame:

Invia la tua donazione tramite:

https://www.nutriaid.org/it/sostieni/come-donare

oppure carta di credito:   PayPal

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Ciascuno di noi può essere attore del cambiamento!!

Ogni italiano spreca, in media, 65 kg all’anno di alimenti. Lo spreco alimentare in Italia è di oltre 15 miliardi di euro. Frutta e verdura sono i prodotti maggiormente eliminati, ma per produrre il cibo sprecato sono serviti 73 milioni di metri cubi di acqua, tanto quanto il fabbisogno di acqua potabile di 18 giorni della Lombardia, 23 giorni del Lazio, 27 della Campania e 153 della Puglia.

Lo spreco di cibo è un fenomeno ancor più grave ed inaccettabile se consideriamo che la fame nel mondo è in costante aumento (822 milioni di persone colpite circa 1/7 della popolazione mondiale) e che più di 2 miliardi di persone vivono in Paesi in cui la scarsità d’acqua è un rischio classificato come “elevato”.

 

Ecco qualche consiglio per ridurre lo spreco alimentare a casa nostra:

1) Fai una spesa ragionata: prima di comprare, controlla cosa serve davvero, fai una lista e ricorda che sprecare cibo vuol dire buttare via soldi.

2) Quando cucini, fai attenzione alle quantità e prepara solo ciò che puoi consumare.

3) Fai 
attenzione all’etichetta: guarda sempre quando scadono i cibi.

4) Quando riponi i prodotti in frigorifero,metti i cibi a breve scadenza davanti e riponi in freezer i cibi che non puoi mangiare a breve.

5) Ricette contro lo spreco:non buttare via avanzi e scarti alimentari, possono dare vita a nuovi piatti creativi.
 

 

6) Prodotti freschi e di stagione: privilegia l’acquisto dal produttore o dai contadini.

7) Hai comprato troppo cibo?Condividilo con i tuoi vicini di casa o invita degli amici per mangiare insieme ciò che è avanzato.

8) Al ristorante:se ti avanza del cibo chiedi di portare a casa gli avanzi in un pacchetto.

9)” Da consumare preferibilmente entro il…”vuol dire che gli alimenti risultano ancora idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato. Verifica bene prima di buttarli.

10) Usa la tecnologia e cerca le app che ti aiutano a sprecare meno cibo.

 

 

 

 

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E' proprio nel continente africano che si sono verificate nove su dieci delle cosiddette crisi dimenticate, eventi drammatici che hanno coinvolto milioni di persone che vanno dalla siccità, ai conflitti, alle epidemie e all’insicurezza alimentare.

In molti paesi i cambiamenti climatici stanno trasformando emergenze occasionali in eventi quasi “quotidiani”, rischiando così che il focus della comunicazione si sposti altrove nonostante la crisi continui ad esserci, ormai inascoltata.

Succede così che sui nostri media questi drammi di intere popolazioni siano raccontati con un trafiletto di dieci righe o con la citazione di un comunicato stampa. Sarebbe invece più utile parlare di più e meglio di questi eventi avversi e dei drammi che milioni di persone stanno affrontando per capire le ragioni profonde dei flussi migratori, in particolare quelli provenienti dall’Africa.

Non sorprendono quindi i risultati del rapporto “Suffering in Silence: the 10 most under-reported humanitarian crises of 2019” che analizza le dieci crisi che hanno ricevuto meno attenzione (o non hanno ricevuta affatto) da parte dei media nel 2019. L’analisi dell’organizzazione internazionale CARE si riferisce alla copertura mediatica online globale e mostra una tendenza relativa ad alcuni Paesi che ricorrono ogni anno nell’elenco. 

La situazioen in Madagascar in particolare risulta essere la prima di queste crisi dimenticate nonostante alla fine del 2019, più di 2,6 milioni di persone siano state colpite dagli effetti della siccità e più di 916.000 persone hanno avuto immediato bisogno di assistenza alimentare.

Il Madagascar ha il quarto più alto tasso di malnutrizione cronica al mondo, con un bambino su due sotto i cinque anni che soffre di rallentamento o ritardo nella crescita. Questo danneggia gravemente il loro sviluppo cognitivo e fisico, aumentando il rischio di contrarre o sviluppare altre malattie. Oltre a ciò all'inizio del 2019, un'epidemia di morbillo insolitamente invasiva con oltre 127.000 casi confermati ha coinciso con il verificarsi stagionale della peste.

Leggi il rapporto: Suffering in Silence


SUN report 280

SUN Scaling Up Nutrition pubblica il nuovo rapporto, Movement Progress Report 2019 e pone in evidenza il problema della fame a livello globale dove più di 820 milioni di persone ancora soffrono di malnutrizione mentre un bambino su cinque al di sotto dei 5 anni (ossia 149 milioni di bambini) soffre di ritardo nell’accrescimento con gravi compromissioni sulla sua capacità di raggiungere una piena crescita e potenziale di sviluppo.

Contemporaneamente, sovrappeso e obesità sono in aumento in tutte le regioni del pianeta. Le diete scarsamente nutritizie rimangono il principale fattore di rischio di morte in tutto il mondo e, nel complesso, quasi la metà delle morti infantili sono correlate alla malnutrizione.

È interessante la lettura relativa ad alcuni profili Paese in cui NutriAid interviene:

BURKINA FASO
Population 20.32 million

  • Under 5 stunting (%) 25.0
  • Under 5 wasting (%) 8.4 
  • Under 5 overweight (%) 1.0
  • Low birth weight (%) 13.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.6
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 55.8

CHAD
Population 15.95 million

  • Under 5 stunting (%) 39.8
  • Under 5 wasting (%) 13.3 
  • Under 5 overweight (%) 2.8
  • Low birth weight (%) n.a  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 47.7
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 0.1

MADAGASCAR
Population 26.97 million

  • Under 5 stunting (%) 48.9
  • Under 5 wasting (%) 7.9 
  • Under 5 overweight (%) 1.1
  • Low birth weight (%) 17.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 36.8
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 41.9

SENEGAL
Population 16.3 million

  • Under 5 stunting (%) 16.5
  • Under 5 wasting (%) 9.0 
  • Under 5 overweight (%) 0.9
  • Low birth weight (%) 18.5  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.9
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 42.1 

Leggi il rapporto completo:




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Fai Quel Che Cambia Banner sito_250


#FAIQUELCHECAMBIA 

“Fai quel che cambia” rappresenta la sollecitazione ad unirsi a NutriAid, che con i suoi progetti di lotta contro la malnutrizione infantile, da anni, si impegna nel cambiare situazioni drammatiche nei paesi in via di sviluppo (in questo momento Burkina Faso, Madagascar, Senegal, Chad e Kenya).

Lanciando questo hashtag NutriAid mira ad includere nel processo di cambiamento i singoli individui. Le minacce globali, come quella del cambiamento climatico, ci mettono davanti a sfide che non è possibile affrontare da soli.     

“Fai quel che cambia” è un’esortazione a compiere azioni sostenibili, capaci di generare un cambiamento nella società, ma allo stesso tempo implica anche la necessità di un cambiamento personale che avviene informandosi, interessandosi e parlandone. 

Con questa prospettiva, seguendo questo hashtag sui social troverete informazioni, aggiornamenti, approfondimenti interviste riguardo ai temi che NutriAid affronta e ai cambiamenti ottenuti tramite i progetti realizzati. 

Vuoi sentirti parte anche tu di questo cambiamento? 

Condividi sui social consigli e azioni quotidiane, che possono generare un cambiamento e ispirare le persone vicino a te, come, ad esempio, una ricetta anti-spreco o un’azione nel rispetto dell’ambiente. 

Non dimenticare di taggare NutriAid 

e di usare l'hashtag 

#faiquelchecambia!


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Secondo l’ultimo rapporto UNICEF, un numero allarmante di bambini soffre di una dieta povera e di un sistema alimentare scarsamente efficiente.

I dati indicano che almeno 1 bambino su 3 sotto i cinque anni - cioè oltre 200 milioni - è denutrito o in sovrappeso. Quasi 2 bambini su 3 di età compresa tra i sei mesi e i due anni non ricevono alimenti che sostengano il corpo e il cervello in rapida crescita. Questo li mette a rischio di uno scarso sviluppo cerebrale, apprendimento debole, bassa immunità, aumento delle infezioni e, in molti casi, la morte.

"Nonostante tutti i progressi tecnologici, culturali e sociali degli ultimi decenni, abbiamo perso di vista un fatto fondamentale: se i bambini mangiano male, vivono male", dice Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

"Milioni di bambini vivono con una dieta non sana semplicemente perché non hanno una scelta migliore. Il modo in cui comprendiamo e rispondiamo alla malnutrizione deve cambiare: non si tratta solo di approvvigionare cibo a sufficienza, ma soprattutto di procurare il cibo giusto da mangiare. Questa è la nostra sfida comune oggi".

La relazione fornisce la valutazione più completa della malnutrizione infantile del XXI secolo in tutte le sue forme. Esso descrive un triplice carico di malnutrizione: denutrizione, fame nascosta causata dalla mancanza di nutrienti essenziali e sovrappeso tra i bambini al di sotto dei cinque anni, in particolare:

  • 149 milioni di bambini sono stunted, cioè troppo bassi per la loro età,
  • 50 milioni di bambini sono wasted, cioè troppo magri per la loro altezza,
  • 340 milioni di bambini - cioè 1 su 2 - soffrono di carenze di vitamine essenziali e nutrienti come la vitamina A e il ferro,
  • 40 milioni di bambini sono in sovrappeso o obesi.

Il rapporto evidenzia che la scarsità di cibo e le cattive pratiche alimentari fin dai primi giorni di vita di un bambino. Sebbene l'allattamento al seno possa salvare vite umane, ad esempio, solo il 42 per cento dei bambini al di sotto dei sei mesi di età viene allattato esclusivamente al seno e un numero crescente di bambini viene alimentato con latte artificiale.

Le vendite di latte artificiale sono cresciute del 72% tra il 2008 e il 2013 in paesi a reddito medio-alto come Brasile, Cina e Turchia, in gran parte a causa di marketing inappropriato e di politiche e programmi deboli per proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento al seno.

Quando i bambini cominciano a passare a cibi solidi intorno ai sei mesi, molti assumono una dieta sbagliata. In tutto il mondo, quasi il 45 per cento dei bambini tra i sei mesi e i due anni di età non viene alimentato con frutta o verdura. Quasi il 60 per cento non mangia uova, latticini, pesce o carne.

Con l'aumentare dell'età dei bambini, la loro esposizione a cibi non sani diventa allarmante, in gran parte a causa di marketing e pubblicità inappropriati, dell'abbondanza di cibi ultra trasformati e all'aumento dell'accesso ai fast food e alle bevande altamente dolcificate.

Il rapporto mostra ad es. che il 42 per cento degli adolescenti in età scolare nei paesi a basso e medio reddito consuma bevande zuccherate almeno una volta al giorno e il 46 per cento mangia nei fast food almeno una volta alla settimana. Questi tassi salgono rispettivamente al 62 per cento e al 49 per cento per gli adolescenti dei paesi ad alto reddito.

Di conseguenza, i livelli di sovrappeso e obesità nell'infanzia e nell'adolescenza sono in aumento in tutto il mondo. Dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini in sovrappeso di età compresa tra i 5 e i 19 anni è raddoppiata, passando da 1 su 10 a quasi 1 su 5. Dieci volte più ragazze e 12 volte più ragazzi di questa fascia d'età soffrono oggi di obesità rispetto al 1975.

Viceversa 1 bambino su 5 di età compresa tra i sei mesi e i due anni delle famiglie più povere mangia una dieta sufficientemente diversificata per una crescita sana.

Infine il report rileva l’importanza che le catastrofi climatiche provocano causando gravi crisi alimentari. La siccità, ad esempio, è responsabile dell'80 per cento dei danni e delle perdite in agricoltura, alterando drasticamente la disponibilità di cibo per i bambini e le famiglie, nonché la qualità e il prezzo di tale cibo.


Logo

 

Forchetta perbene è il nuovo progetto di NutriAid, realizzato in collaborazione con Gambero Rosso, che si propone di coinvolgere i ristoratori d'Italia e le persone che amano il buon cibo creando il connubio tra la cucina di alta qualità e la solidarietà.

Un progetto di raccolta fondi e sensibilizzazione dedicato a mamme e bambini che aspira a migliorare le condizioni di estrema povertà, contribuendo al loro sviluppo e a quello della comunità in cui vivono.

Il progetto verrà presentato a Roma in :

CONFERENZA STAMPA

(Lunedì 28 ottobre 2019) 12:30 

Sheraton Rome Hotel and Conference Center 
Viale del Pattinaggio, 100

 

Vuoi essere un ristoratore che fa bene?

Aderisci al progetto Forchetta per Bene

Era il novembre 1990. Per la prima volta il Gambero Rosso presentava la sua Guida ai Ristoranti d’Italia. Un’avventura editoriale pionieristica che si appresta a celebrare i suoi primi 30 anni. Il prossimo lunedì 28 ottobre la guida Ristoranti d’Italia 2020 dirà la sua sullo stato dell’arte della ristorazione italiana odierna. Dunque, per questa ricorrenza speciale, la giornata sarà dedicata interamente alla guida, a partire dal mattino, quando lo Sheraton Rome Hotel di via del Pattinaggio, nella Capitale, accoglierà gli addetti ai lavori e i protagonisti della guida per la conferenza stampa di presentazione e la consegna dei premi (dalle 12.30).

In questa occasione verrà presentata a tutti i ristoratori e le persone presenti, la nuova collaborazione tra NutriAid e Gambero Rosso finalizzata a sostenere e promuovere la campagna Forchetta per Bene.

 

Primo ristorante 

 

Diventa il primo RISTORATORE con la Forchetta per Bene 

più in fretta clicchi maggiori possibilità avrai di essere il


1° RISTORANTE

Forchetta per Bene 

 

Se desideri maggiori informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o chiama il n. 011 4368492

 


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DAL 20 AL 26 OTTOBRE
SULLE RETI MEDIASET 

Grazie a Mediafriends, dal 20 al 26 Ottobre lo spot di NutriAid dedicato alla campagna "1000 Giorni Zero Fame", sarà trasmesso sulle reti Mediaset.

Anche quest'anno, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, celebrata il 16 Ottobre, è emersa la necessità di intervenire sulle carenze nutrizionali della mamma per garantire la salute del bambino. NutriAid concentra gli sforzi proprio dall'inizio della gravidanza al compimento del secondo anno di età del bambino (1000 giorni) per prevenire ogni forma di malnutrizione.

Fattori quali il surriscaldamento globale, i disastri climatici (desertificazione, siccità) e il continuo aumento della popolazione mondiale con conseguente aumento della domanda di cibo hanno causato un inversione di tendenza relativamente al problema "fame".

Infatti, mentre fino al 2015 il dato era in diminuzione, da 4 anni è in continuo aumento il numero di persone colpite dalla fame: oggi 1 persona su 9 nel mondo.

L'obiettivo "Fame Zero" risulta, quindi, sempre più complesso e, per raggiungerlo, serve l'aiuto di tutti.


Il TUO contributo è fondamentale.

DONA ORA 5 o 10 EURO

PER SOSTENERE LA CAMPAGNA "1000 GIORNI ZERO FAME"

c/c postale: 11 88 11 33

c/c bancario: IT 62 F 02008 01152 000101023478

o

SCRIVI IL MESSAGGIO "ZERO FAME" al n. 331 3107803

 

Per maggiori informazioni contatta NutriAid: 
e mail  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Tel. 011 4390017
SMS/WhatsApp: 331 3107803

GRAZIE!


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16 Ottobre 2019 – Giornata Mondiale dell’Alimentazione

L’appuntamento di quest’anno richiama l’attenzione su alimentazione sana accessibile e disponibile a tutti. Lo slogan 2019 della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) è, infatti, “Healthy diets for a zero hunger world” ponendo, quindi, l’accento sul fatto che le nostre scelte alimentari abbiano ripercussioni positive o negative sul futuro del pianeta e sul raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero.

Tuttavia, al fine di generare un reale cambiamento, serve uno sforzo notevole anche da parte di agricoltori, governi/decision maker e aziende. In particolare:

-      Agricoltori: le competenze e la conoscenza di pratiche tradizionali di donne e uomini che lavorano nel settore agricolo sono essenziali in un mondo in cui la produzione di cibo deve far fronte a sfide complesse legate a cambiamenti climatici e alla disponibilità limitata di risorse

-        Governi/Decision maker: sono necessari investimenti che mirino ad assicurare la disponibilità e l’accessibilità di cibo sano, dato la spesa elevata per problemi di salute strettamente connessi alla malnutrizione

-        Aziende: devono influenzare positivamente il settore alimentare con attività quali, ad esempio: produzione di cibo di qualità e con alti valori nutrizionali, investimenti in tecnologie innovative, supporto finanziario alle comunità produttive locali, chiara etichettatura dei prodotti

 

IL “FOOD LOSS”

Analizzando nel dettaglio le stime secondo le quali andrebbe perduto circa un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale, si scopre che il 14% della produzione totale diventa “immangiabileprima ancora di essere venduto in negozi e supermercati: si tratta del cosiddetto “food loss” e riguarda principalmente le aziende produttrici che alimentano tale dato a causa di problemi legati principalmente a stoccaggio e trasporto.

Nei Paesi a basso reddito le perdite sono dovute principalmente alla carenza di infrastrutture adeguate, mentre, nei Paesi industrializzati, le perdite avvengono principalmente a causa di problemi legati allo stoccaggio (es. temperatura, umidità).

Alimenti, invece, come frutta e verdura registrano perdite principalmente per problemi “sul campo” e in fase di raccolta come, ad esempio: condizioni climatiche, errate tempistiche di raccolta o errate pratiche agricole, esigenze imposte dal mercato, errate modalità di confezionamento e di trasporto.

La riduzione di tali perdite comporta importanti investimenti economici che non possono ricadere totalmente o quasi sui produttori locali.

 

ZERO HUNGER: A CHE PUNTO SIAMO?

La Hunger Map 2019 prodotta dal World Food Programme conferma il trend degli ultimi anni: la fame è in aumento a livello globale e colpisce una persona su nove, 821 milioni di persone.

I dati più preoccupanti riguardano proprio l’Africa. Relativamente ai Paesi in cui opera NutriAid, Ciad e Madagascar presentano valori molto elevati, tra i più alti a livello globale: più del 35% della popolazione è affetta da malnutrizione. La situazione è preoccupante anche in Kenya, mentre abbiamo valori leggermente inferiori in Senegal e in Burkina Faso.

I bambini subiscono le conseguenze più gravi.

Secondo il più recente rapporto di UNICEF:

  • un bambino su tre nella fascia di età tra 0 e 5 anni è denutrito o in sovrappeso 
  • ritardi della crescita a causa della malnutrizione riguardano 149 milioni di bambini, troppo bassi per la loro età, mentre 50 milioni sono deperiti, troppo magri in proporzione alla loro altezza

-        due bambini su tre con età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni non ricevono tutti gli alimenti di cui necessiterebbero per la loro crescita

-        340 milioni di bambini soffrono di mancanza di vitamine e nutrienti essenziali, tra cui la vitamina A e il ferro

 

COSA FARE PER UN’ALIMENTAZIONE SANA E SOSTENIBILE

La FAO sintetizza in tre macro-categorie le azioni che ognuno di noi può fare per consumare cibo in modo responsabile.

DIET CHOICES

  1. consumare verdura, frutta, legumi, frutta secca e cereali integrali
  2. ridurre il consumo di zuccheri raffinati, amido, grassi e sale
  3. conoscere la differenza tra grassi saturi e insaturi

PLANET CHOICES

  1. diversificare la propria dieta preferendo il cibo tradizionale, locale e stagionale
  2. consumare cibo “sostenibile” (es. pesce)
  3. conservare gli avanzi nel frigo/freezer e non sprecare cibo

LIFE CHOICES

  1. imparare a leggere bene le etichette dei prodotti
  2. essere un consumatore critico senza farsi attirare dalla confezione o dalla pubblicità di un prodotto
  3. fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica
  4. fare passaparola condividendo la propria conoscenza e il proprio rispetto per il cibo

 

NUTRIAID

NutriAid è sempre in prima linea per lottare contro fame e malnutrizione sia in fase di cura sia in fase di sensibilizzazione e prevenzione.

Coerentemente con i dati presentati nel rapporto UNICEF, resta attivo l’impegno nella campagna “1000 Giorni Zero Fame” attraverso la quale NutriAid si impegna a salvare mamme e bambini dalla morte per fame concentrando gli sforzi proprio nei primi 1000 giorni, dall’inizio della gravidanza al compimento del secondo anno di età del bambino.

La carenza di alimenti e nutrienti essenziali per la crescita espone il bambino al rischio di un limitato sviluppo cerebrale e di insufficienti difese immunitarie con conseguente maggiore vulnerabilità a infezioni e malattie, spesso mortali.

 

 

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Centro e Sud del MADAGASCAR.

Qui centinaia di bambini in età scolare soffrono di malnutrizione cronica dovuta ad un regime alimentare insufficiente e alla carenza dei nutrienti essenziali per crescere ed essere in salute. Mancano cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria e istruzione di base.

Quando sono fortunati, i bambini mangiano una sola volta al giorno.

Ecco perché NutriAid ha deciso di essere un elemento determinante per la buona crescita di questi giovani ed ha aperto 3 programmi di sostegno a distanza.

A seconda dell'area di intervento, il contributo servirà per fornire materiale scolastico, pagare le tasse d'iscrizione, dispensare 3 pasti al giorno, organizzare corsi di formazione professionale e attività ricreative, oltre a finanziare campagne di sensibilizzazione, trattamenti sanitari specifici o costruire infrastrutture di base necessarie quali le mense comunitarie. 

Inoltre, NutriAid si occuperà di rispondere alle necessità della famiglia, della comunità e delle istituzioni locali, contribuendo di fatto allo sviluppo vero e proprio di un capitale umano che diventerà una risorsa per sè stesso e per il proprio Paese.

 

UNISCITI A NOI. SOSTIENI UN BAMBINO A DISTANZA!

Scegli tra questi 3 il tuo progetto

 

1. ANTSIRABE centro del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Mora mora: educazione e nutrizione

2. ANTANANARIVO capitale del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Education changes world

3. ANTSOHA  sud ovest del Madagascar 

Programma di Sostegno a Distanza La vita rinasce dalla luce e dall’acqua

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Scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefona al n. 011 4390017 e sarai subito ricontattato.


Cartellone Banca del Latte v3 page-0001_170

Quinto congresso internazionale dell’Associazione Europea Banca del Latte (EMBA)

Donor Human Milk as a Bridge for Successful Breastfeeding

Torino 10-11 ottobre 2019
http://embacongress.it/


Creating a Human Milk Bank in Senegal

Critical issues or possible challenge?

An urgent opportunity for a healthy first 1,000 days

 

Prendono parte:

Il Dott. Costanzo Bellando Presidente NutriAid Italia onlus

La Dott.ssa Silvia Gambotto Consigliere NutriAid Italia onlus

Per info contattare NutriAid al n. 011 4390017


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