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Secondo l’ultimo rapporto UNICEF, un numero allarmante di bambini soffre di una dieta povera e di un sistema alimentare scarsamente efficiente.

I dati indicano che almeno 1 bambino su 3 sotto i cinque anni - cioè oltre 200 milioni - è denutrito o in sovrappeso. Quasi 2 bambini su 3 di età compresa tra i sei mesi e i due anni non ricevono alimenti che sostengano il corpo e il cervello in rapida crescita. Questo li mette a rischio di uno scarso sviluppo cerebrale, apprendimento debole, bassa immunità, aumento delle infezioni e, in molti casi, la morte.

"Nonostante tutti i progressi tecnologici, culturali e sociali degli ultimi decenni, abbiamo perso di vista un fatto fondamentale: se i bambini mangiano male, vivono male", dice Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

"Milioni di bambini vivono con una dieta non sana semplicemente perché non hanno una scelta migliore. Il modo in cui comprendiamo e rispondiamo alla malnutrizione deve cambiare: non si tratta solo di approvvigionare cibo a sufficienza, ma soprattutto di procurare il cibo giusto da mangiare. Questa è la nostra sfida comune oggi".

La relazione fornisce la valutazione più completa della malnutrizione infantile del XXI secolo in tutte le sue forme. Esso descrive un triplice carico di malnutrizione: denutrizione, fame nascosta causata dalla mancanza di nutrienti essenziali e sovrappeso tra i bambini al di sotto dei cinque anni, in particolare:

  • 149 milioni di bambini sono stunted, cioè troppo bassi per la loro età,
  • 50 milioni di bambini sono wasted, cioè troppo magri per la loro altezza,
  • 340 milioni di bambini - cioè 1 su 2 - soffrono di carenze di vitamine essenziali e nutrienti come la vitamina A e il ferro,
  • 40 milioni di bambini sono in sovrappeso o obesi.

Il rapporto evidenzia che la scarsità di cibo e le cattive pratiche alimentari fin dai primi giorni di vita di un bambino. Sebbene l'allattamento al seno possa salvare vite umane, ad esempio, solo il 42 per cento dei bambini al di sotto dei sei mesi di età viene allattato esclusivamente al seno e un numero crescente di bambini viene alimentato con latte artificiale.

Le vendite di latte artificiale sono cresciute del 72% tra il 2008 e il 2013 in paesi a reddito medio-alto come Brasile, Cina e Turchia, in gran parte a causa di marketing inappropriato e di politiche e programmi deboli per proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento al seno.

Quando i bambini cominciano a passare a cibi solidi intorno ai sei mesi, molti assumono una dieta sbagliata. In tutto il mondo, quasi il 45 per cento dei bambini tra i sei mesi e i due anni di età non viene alimentato con frutta o verdura. Quasi il 60 per cento non mangia uova, latticini, pesce o carne.

Con l'aumentare dell'età dei bambini, la loro esposizione a cibi non sani diventa allarmante, in gran parte a causa di marketing e pubblicità inappropriati, dell'abbondanza di cibi ultra trasformati e all'aumento dell'accesso ai fast food e alle bevande altamente dolcificate.

Il rapporto mostra ad es. che il 42 per cento degli adolescenti in età scolare nei paesi a basso e medio reddito consuma bevande zuccherate almeno una volta al giorno e il 46 per cento mangia nei fast food almeno una volta alla settimana. Questi tassi salgono rispettivamente al 62 per cento e al 49 per cento per gli adolescenti dei paesi ad alto reddito.

Di conseguenza, i livelli di sovrappeso e obesità nell'infanzia e nell'adolescenza sono in aumento in tutto il mondo. Dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini in sovrappeso di età compresa tra i 5 e i 19 anni è raddoppiata, passando da 1 su 10 a quasi 1 su 5. Dieci volte più ragazze e 12 volte più ragazzi di questa fascia d'età soffrono oggi di obesità rispetto al 1975.

Viceversa 1 bambino su 5 di età compresa tra i sei mesi e i due anni delle famiglie più povere mangia una dieta sufficientemente diversificata per una crescita sana.

Infine il report rileva l’importanza che le catastrofi climatiche provocano causando gravi crisi alimentari. La siccità, ad esempio, è responsabile dell'80 per cento dei danni e delle perdite in agricoltura, alterando drasticamente la disponibilità di cibo per i bambini e le famiglie, nonché la qualità e il prezzo di tale cibo.


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Forchetta perbene è il nuovo progetto di NutriAid, realizzato in collaborazione con Gambero Rosso, che si propone di coinvolgere i ristoratori d'Italia e le persone che amano il buon cibo creando il connubio tra la cucina di alta qualità e la solidarietà.

Un progetto di raccolta fondi e sensibilizzazione dedicato a mamme e bambini che aspira a migliorare le condizioni di estrema povertà, contribuendo al loro sviluppo e a quello della comunità in cui vivono.

Il progetto verrà presentato a Roma in :

CONFERENZA STAMPA

(Lunedì 28 ottobre 2019) 12:30 

Sheraton Rome Hotel and Conference Center 
Viale del Pattinaggio, 100

 

Vuoi essere un ristoratore che fa bene?

Aderisci al progetto Forchetta per Bene

Era il novembre 1990. Per la prima volta il Gambero Rosso presentava la sua Guida ai Ristoranti d’Italia. Un’avventura editoriale pionieristica che si appresta a celebrare i suoi primi 30 anni. Il prossimo lunedì 28 ottobre la guida Ristoranti d’Italia 2020 dirà la sua sullo stato dell’arte della ristorazione italiana odierna. Dunque, per questa ricorrenza speciale, la giornata sarà dedicata interamente alla guida, a partire dal mattino, quando lo Sheraton Rome Hotel di via del Pattinaggio, nella Capitale, accoglierà gli addetti ai lavori e i protagonisti della guida per la conferenza stampa di presentazione e la consegna dei premi (dalle 12.30).

In questa occasione verrà presentata a tutti i ristoratori e le persone presenti, la nuova collaborazione tra NutriAid e Gambero Rosso finalizzata a sostenere e promuovere la campagna Forchetta per Bene.

 

Primo ristorante 

 

Diventa il primo RISTORATORE con la Forchetta per Bene 

più in fretta clicchi maggiori possibilità avrai di essere il


1° RISTORANTE

Forchetta per Bene 

 

Se desideri maggiori informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o chiama il n. 011 4368492

 


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DAL 20 AL 26 OTTOBRE
SULLE RETI MEDIASET 

Grazie a Mediafriends, dal 20 al 26 Ottobre lo spot di NutriAid dedicato alla campagna "1000 Giorni Zero Fame", sarà trasmesso sulle reti Mediaset.

Anche quest'anno, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, celebrata il 16 Ottobre, è emersa la necessità di intervenire sulle carenze nutrizionali della mamma per garantire la salute del bambino. NutriAid concentra gli sforzi proprio dall'inizio della gravidanza al compimento del secondo anno di età del bambino (1000 giorni) per prevenire ogni forma di malnutrizione.

Fattori quali il surriscaldamento globale, i disastri climatici (desertificazione, siccità) e il continuo aumento della popolazione mondiale con conseguente aumento della domanda di cibo hanno causato un inversione di tendenza relativamente al problema "fame".

Infatti, mentre fino al 2015 il dato era in diminuzione, da 4 anni è in continuo aumento il numero di persone colpite dalla fame: oggi 1 persona su 9 nel mondo.

L'obiettivo "Fame Zero" risulta, quindi, sempre più complesso e, per raggiungerlo, serve l'aiuto di tutti.


Il TUO contributo è fondamentale.

DONA ORA 5 o 10 EURO

PER SOSTENERE LA CAMPAGNA "1000 GIORNI ZERO FAME"

c/c postale: 11 88 11 33

c/c bancario: IT 62 F 02008 01152 000101023478

o

SCRIVI IL MESSAGGIO "ZERO FAME" al n. 331 3107803

 

Per maggiori informazioni contatta NutriAid: 
e mail  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Tel. 011 4390017
SMS/WhatsApp: 331 3107803

GRAZIE!


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16 Ottobre 2019 – Giornata Mondiale dell’Alimentazione

L’appuntamento di quest’anno richiama l’attenzione su alimentazione sana accessibile e disponibile a tutti. Lo slogan 2019 della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) è, infatti, “Healthy diets for a zero hunger world” ponendo, quindi, l’accento sul fatto che le nostre scelte alimentari abbiano ripercussioni positive o negative sul futuro del pianeta e sul raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero.

Tuttavia, al fine di generare un reale cambiamento, serve uno sforzo notevole anche da parte di agricoltori, governi/decision maker e aziende. In particolare:

-      Agricoltori: le competenze e la conoscenza di pratiche tradizionali di donne e uomini che lavorano nel settore agricolo sono essenziali in un mondo in cui la produzione di cibo deve far fronte a sfide complesse legate a cambiamenti climatici e alla disponibilità limitata di risorse

-        Governi/Decision maker: sono necessari investimenti che mirino ad assicurare la disponibilità e l’accessibilità di cibo sano, dato la spesa elevata per problemi di salute strettamente connessi alla malnutrizione

-        Aziende: devono influenzare positivamente il settore alimentare con attività quali, ad esempio: produzione di cibo di qualità e con alti valori nutrizionali, investimenti in tecnologie innovative, supporto finanziario alle comunità produttive locali, chiara etichettatura dei prodotti

 

IL “FOOD LOSS”

Analizzando nel dettaglio le stime secondo le quali andrebbe perduto circa un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale, si scopre che il 14% della produzione totale diventa “immangiabileprima ancora di essere venduto in negozi e supermercati: si tratta del cosiddetto “food loss” e riguarda principalmente le aziende produttrici che alimentano tale dato a causa di problemi legati principalmente a stoccaggio e trasporto.

Nei Paesi a basso reddito le perdite sono dovute principalmente alla carenza di infrastrutture adeguate, mentre, nei Paesi industrializzati, le perdite avvengono principalmente a causa di problemi legati allo stoccaggio (es. temperatura, umidità).

Alimenti, invece, come frutta e verdura registrano perdite principalmente per problemi “sul campo” e in fase di raccolta come, ad esempio: condizioni climatiche, errate tempistiche di raccolta o errate pratiche agricole, esigenze imposte dal mercato, errate modalità di confezionamento e di trasporto.

La riduzione di tali perdite comporta importanti investimenti economici che non possono ricadere totalmente o quasi sui produttori locali.

 

ZERO HUNGER: A CHE PUNTO SIAMO?

La Hunger Map 2019 prodotta dal World Food Programme conferma il trend degli ultimi anni: la fame è in aumento a livello globale e colpisce una persona su nove, 821 milioni di persone.

I dati più preoccupanti riguardano proprio l’Africa. Relativamente ai Paesi in cui opera NutriAid, Ciad e Madagascar presentano valori molto elevati, tra i più alti a livello globale: più del 35% della popolazione è affetta da malnutrizione. La situazione è preoccupante anche in Kenya, mentre abbiamo valori leggermente inferiori in Senegal e in Burkina Faso.

I bambini subiscono le conseguenze più gravi.

Secondo il più recente rapporto di UNICEF:

  • un bambino su tre nella fascia di età tra 0 e 5 anni è denutrito o in sovrappeso 
  • ritardi della crescita a causa della malnutrizione riguardano 149 milioni di bambini, troppo bassi per la loro età, mentre 50 milioni sono deperiti, troppo magri in proporzione alla loro altezza

-        due bambini su tre con età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni non ricevono tutti gli alimenti di cui necessiterebbero per la loro crescita

-        340 milioni di bambini soffrono di mancanza di vitamine e nutrienti essenziali, tra cui la vitamina A e il ferro

 

COSA FARE PER UN’ALIMENTAZIONE SANA E SOSTENIBILE

La FAO sintetizza in tre macro-categorie le azioni che ognuno di noi può fare per consumare cibo in modo responsabile.

DIET CHOICES

  1. consumare verdura, frutta, legumi, frutta secca e cereali integrali
  2. ridurre il consumo di zuccheri raffinati, amido, grassi e sale
  3. conoscere la differenza tra grassi saturi e insaturi

PLANET CHOICES

  1. diversificare la propria dieta preferendo il cibo tradizionale, locale e stagionale
  2. consumare cibo “sostenibile” (es. pesce)
  3. conservare gli avanzi nel frigo/freezer e non sprecare cibo

LIFE CHOICES

  1. imparare a leggere bene le etichette dei prodotti
  2. essere un consumatore critico senza farsi attirare dalla confezione o dalla pubblicità di un prodotto
  3. fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica
  4. fare passaparola condividendo la propria conoscenza e il proprio rispetto per il cibo

 

NUTRIAID

NutriAid è sempre in prima linea per lottare contro fame e malnutrizione sia in fase di cura sia in fase di sensibilizzazione e prevenzione.

Coerentemente con i dati presentati nel rapporto UNICEF, resta attivo l’impegno nella campagna “1000 Giorni Zero Fame” attraverso la quale NutriAid si impegna a salvare mamme e bambini dalla morte per fame concentrando gli sforzi proprio nei primi 1000 giorni, dall’inizio della gravidanza al compimento del secondo anno di età del bambino.

La carenza di alimenti e nutrienti essenziali per la crescita espone il bambino al rischio di un limitato sviluppo cerebrale e di insufficienti difese immunitarie con conseguente maggiore vulnerabilità a infezioni e malattie, spesso mortali.

 

 

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Centro e Sud del MADAGASCAR.

Qui centinaia di bambini in età scolare soffrono di malnutrizione cronica dovuta ad un regime alimentare insufficiente e alla carenza dei nutrienti essenziali per crescere ed essere in salute. Mancano cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria e istruzione di base.

Quando sono fortunati, i bambini mangiano una sola volta al giorno.

Ecco perché NutriAid ha deciso di essere un elemento determinante per la buona crescita di questi giovani ed ha aperto 3 programmi di sostegno a distanza.

A seconda dell'area di intervento, il contributo servirà per fornire materiale scolastico, pagare le tasse d'iscrizione, dispensare 3 pasti al giorno, organizzare corsi di formazione professionale e attività ricreative, oltre a finanziare campagne di sensibilizzazione, trattamenti sanitari specifici o costruire infrastrutture di base necessarie quali le mense comunitarie. 

Inoltre, NutriAid si occuperà di rispondere alle necessità della famiglia, della comunità e delle istituzioni locali, contribuendo di fatto allo sviluppo vero e proprio di un capitale umano che diventerà una risorsa per sè stesso e per il proprio Paese.

 

UNISCITI A NOI. SOSTIENI UN BAMBINO A DISTANZA!

Scegli tra questi 3 il tuo progetto

 

1. ANTSIRABE centro del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Mora mora: educazione e nutrizione

2. ANTANANARIVO capitale del Madagascar

Programma di Sostegno a Distanza Education changes world

3. ANTSOHA  sud ovest del Madagascar 

Programma di Sostegno a Distanza La vita rinasce dalla luce e dall’acqua

INVESTI SULLA CRESCITA DI UN BAMBINO 

Scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefona al n. 011 4390017 e sarai subito ricontattato.


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Quinto congresso internazionale dell’Associazione Europea Banca del Latte (EMBA)

Donor Human Milk as a Bridge for Successful Breastfeeding

Torino 10-11 ottobre 2019
http://embacongress.it/


Creating a Human Milk Bank in Senegal

Critical issues or possible challenge?

An urgent opportunity for a healthy first 1,000 days

 

Prendono parte:

Il Dott. Costanzo Bellando Presidente NutriAid Italia onlus

La Dott.ssa Silvia Gambotto Consigliere NutriAid Italia onlus

Per info contattare NutriAid al n. 011 4390017


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Agisce per riparare il microbioma intestinale danneggiato

Farine di ceci, banane, farine di soia e arachidi alimenti speciali

Un nuovo tipo di cibo terapeutico, progettato specialmente per riparare il microbioma dell'intestino (cioè i microorganismi che ci vivono dentro) è più efficace rispetto alle terapie standard per migliorare la salute dei bambini malnutriti.

Lo dimostra una sperimentazione clinica, allo stadio iniziale, condotta in Bangladesh dall'università di Washington e il Centro di ricerca internazionale per le malattie diarroiche di Dacca, i cui dettagli sono pubblicati sulla rivista Science.

I ricercatori hanno cercato di potenziare in modo specifico la crescita dei microbi dell'intestino usando ingredienti presenti in cibi accessibili e culturalmente accettati nella regione.

"Il nostro lavoro corrobora l'idea che una crescita sana in bambini e neonati sia collegata ad uno sviluppo sano dei batteri dell'intestino dopo la nascita", commenta Jeffrey Gordon, coordinatore dello studio.

I bambini malnutriti "hanno le comunità di microrganismi intestinali non formate completamente rispetto ai bambini sani - continua - perciò abbiamo pensato di progettare dei cibi terapeutici per risolvere questa immaturità e vedere se così potesse ripartire una crescita sana". La sperimentazione è stata condotta su 63 bambini bangladesi di 12-18 mesi, con malnutrizione acuta moderata, suddivisi in 4 gruppi. A tre gruppi sono stati somministrati questi nuovi cibi, mentre al quarto quello standard. Il cibo terapeutico, che contiene un misto di ceci, soglia, banane e arachidi si è mostrato più efficace degli altri nel migliorare lo stato di salute dei bambini.

 la prima dimostrazione - conclude Gordon - che un cibo terapeutico, sviluppato specificamente per sostenere la crescita dei microrganismi intestinali collegati ad uno sviluppo sano del microbioma, abbia effetti benefici in molti altri aspetti di una crescita sana, cioè il metabolismo, le ossa, lo sviluppo cerebrale e immunitario".


Starving children often don’t recover, even when fed enough.

Restoring their gut bacteria could help
By Elizabeth PennisiJul. 11, 2019, 2:00 PM

Even after starving children get enough to eat again, they often fail to grow. Their brains don't develop properly, and they remain susceptible to diseases, even many years later. Two studies in Science this week now suggest fostering the right gut microbes may help these children recover. The work also pinpoints combinations of foods that nurture the beneficial microbes.

Most of the experiments were in animals, but a small group of malnourished children given those foods also showed signs of improvement. "This is an outstanding and extremely comprehensive study," says Honorine Ward, a microbiologist and global health expert at Tufts University School of Medicine in Boston. Tailoring food aid to foster the microbiome "could be a key to new strategies for improving global public health and human potential," adds David Relman, a microbiologist at Stanford University in Palo Alto, California.

Tahmeed Ahmed, director of nutrition research at the International Centre for Diarrhoeal Disease Research, Bangladesh, in Dhaka, has tried for 30 years to help malnourished children recover better. About a decade ago, he was intrigued by work by Jeffrey Gordon at Washington University in St. Louis, Missouri, linking certain gut microbes to obesity. The two scientists wondered whether the microbiome—the set of microbes living in and on the human body—might also play a role in obesity's opposite number, malnutrition.

Together, their teams reported in 2014 that the gut microbiome normally "matures" as an infant grows into a toddler. They also noticed that it remains immature in severely malnourished children, dominated by bacteria found in younger healthy children. Two years later, the researchers put mature and immature microbiomes from children into mice raised without microbes. Animals given the immature microbiomes put on less muscle, had weaker bones, and had impaired metabolisms, suggesting a mature microbiome might be needed for proper development.

To pinpoint which among the microbiome's hundreds of strains are linked to maturation, Arjun Raman, a postdoc in the Gordon lab, analyzed data from fecal samples that Ahmed's team had collected monthly from 50 healthy infants in Bangladesh as they grew. Raman identified 15 types of bacteria that increased and decreased in concert as the microbiome matured. He and the team saw the same pattern in healthy children from Peru and India and even in germ-free piglets given the bacteria and eating the same food as the Bangladeshi infants and children, they report in Science.

Fostering or suppressing those microbes could be key to helping children recover from malnutrition, the researchers thought. To test that idea, they needed a way to monitor recovery. Looking for a molecular signature of healthy growth, a graduate student in Gordon's lab, Jeanette Gehrig, and colleagues monitored more than 1000 proteins and metabolites, such as fatty and amino acids, for ones that change as healthy children grow and malnourished ones recover.

Gehrig and the rest of the team then tested the effects of various foods on mice and piglets whose microbiomes had been transplanted from malnourished infants. They hoped to find foods that could "encourage catchup growth in the microbiota," Gordon says. Milk powder and rice, standard components of food aid, did little to foster maturation, but chickpea, banana, and soy and peanut flours helped the microbiomes mature.

The researchers then fed mice and piglets supplements that combined all four foods and saw that the animals' microbiomes matured, and their growth improved. “This study points to the importance and utility of thoughtfully selected nutrients to support key members of a microbiota,” Relman says.

As a final proof of principle, Ahmed, Gordon, and their colleagues compared their supplements to standard recovery fare in about 60 malnourished Bangladeshi children for 1 month. That was too little time to assess long-term physical recovery, but long enough to see effects on the molecular signatures in the blood. Only the four-food combination sharply improved those signatures, they report in Science. It also improved the 15 bacteria Raman's team linked to maturation.

The results suggest a way to improve nutrition even in well-fed children, in whom a poor diet can lead to an increased risk of obesity, diabetes, and other diseases as adults. “If caregivers know the best foods to feed their children to support the development of their gut microbiota, we could potentially prevent undernutrition and immature microbiota to begin with,” Gehrig says.

Relman and others are more cautious, particularly because it's not clear the mature microbiomes will persist in malnourished infants who ate the supplements. Chris Damman, a senior program officer at the Bill & Melinda Gates Foundation in Seattle, Washington, which funded the work, says, “I wouldn't say this is ‘the future’ or ‘the cure-all.’ But it's certainly an exciting lead and one that we think has promise.”

Back in Bangladesh, Ahmed is coordinating an effort to provide the microbe-boosting diet and others to a larger group of malnourished children. The team will follow the children for 3 months, long enough to see whether the beneficial effects translate into healthy development. He's hopeful, he says, that “this can be a game-changer in the treatment of malnutrition.”

Posted in: Health

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Raggiungimento degli SDGs

troppi obiettivi ancora lontani dal traguardo


19 Giugno 2019

Il segretariato delle Nazioni Unite António Guterres ha rilasciato alcuni giorni fa l’anteprima del rapporto annuale che descrive i progressi compiuti dal mondo in relazione ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Si tratta del documento Special Edition: Progress to the SDGs: Report of the Secretary-General, e i suoi contenuti saranno discussi a metà luglio a New York durante l’High-level Political Forum (Hlpf), l’incontro quadriennale che valuta l’attuazione dell’Agenda 2030, e analizza la distanza tra la situazione reale e i 169 Target che compongono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile

Il rapporto fa ben sperare sul raggiungimento del Goal 3 (salute e benessere), dove i tassi di mortalità infantile continuano a diminuire mentre vengono fatti progressi su determinate malattie (come la cura all’epatite), e del Goal 7 (energia pulita e accessibile) sul quale si registrano passi avanti significativi, anche per le misure di efficienza energetica che ampliano il proprio campo d’applicazione. Qualcosa si muove anche sul Goal 8 (buona occupazione e crescita economica), grazie alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (tornati ai livelli di precrisi finanziaria) diminuisce anche la popolazione urbana che vive in zone malsane, un buon dato per la realizzazione del Goal 11 (città e comunità sostenibili). 

Molto più preoccupante è la situazione sul Goal 1 (sconfiggere la povertà) e Goal 2 (sconfiggere la fame): i poveri estremi sono in diminuzione, ma si prevede che il tasso di povertà estrema (quello di chi guadagna meno di 1,90 dollari al giorno) nel 2030 sarà pari al 6%, mancando dunque l’Obiettivo della totale eliminazione.

Inoltre, per il terzo anno consecutivo crescono le persone che patiscono la fame e sono ancora milioni i bambini denutriti sul Pianeta.

Il Goal 4 (istruzione di qualità) è ancora lontano dall’essere raggiunto, basti pensare che nel 2017 più di 260 milioni di bambini e giovani non andavano a scuola. Parlando del Goal 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), sono circa un miliardo le persone che vivono in zone dove c’è carenza di acqua e dove le strutture non garantiscono servizi igienico sanitari adeguati.

Dati poco confortanti anche sul cambiamento climatico, a dispetto delle dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo e delle mobilitazioni di giovani e cittadini, crescono ancora le emissioni di gas serra. Un dato che mina il raggiungimento del Goal 13 (lotta contro il cambiamento climatico), in cui è inserito proprio l’obiettivo stabilito a Parigi (limitare l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli del 1880).

(fonte Asvis)

 

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3 giugno 2019 Sembra incredibile che nel 2019 si possa morire ancora di parto. E invece succede: ogni giorno più di 800 donne muoiono ancora per complicazioni legate alla gravidanza. Questo dato drammatico emerge dal rapporto Unicef sulla salute materna, secondo il quale i costi delle cure prenatali e dei servizi per il parto, dissuadono le donne incinte dal cercare cure mediche, mettendo in pericolo la vita delle madri e dei loro bambini. Un fenomeno strettamente connesso con la povertà, ovviamente, che interessa in particolare modo, Africa, Asia, America Latina e Caraibi.

In questi Paesi, il parto è la prima causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni. A ciò si devono aggiungere i 7000 bambini che ogni giorno nascono morti, la metà dei quali erano vivi all’inizio del travaglio e altri 7000 che muoiono nei primi mesi di vita. La realtà è dura per le donne più povere, ovviamente. In tutta l’Asia meridionale, il triplo delle donne ricche effettua quattro o più visite di assistenza prenatale rispetto alle donne provenienti da famiglie più povere. Quando si tratta di donne che partoriscono in una struttura, il divario tra poveri e ricchi è più del doppio in Africa Occidentale e centrale.

«Per troppe famiglie i costi del parto – dichiara Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef –possono essere catastrofici. Se una famiglia non può permettersi questi costi, le conseguenze possono essere fatali». Secondo i dati, infatti, più di 5 milioni di famiglie in Africa, Asia, America Latina e Caraibi impiegano ogni anno oltre il 40% delle loro spese domestiche non alimentari in servizi sanitari per la maternità.

La copertura sanitaria

Medici, infermieri e ostetriche svolgono un ruolo fondamentale nel salvare le madri, il problema è che sono troppo pochi e ogni anno milioni di nascite avvengono senza un assistente specializzato. Peraltro, sempre secondo il Rapporto, dal 2010 al 2017 la copertura del personale sanitario è sì aumentata in molti paesi, ma è stato minimo nei Paesi già poveri, dove i livelli di normalità materna e neonatale sono stati i più alti.

Ad esempio, dal 2010 al 2017 la copertura è passata da 4 a 5 operatori sanitari per 10mila persone in Mozambico e da 3 a 9 in Etiopia. Per avere un paragone, in Norvegia tale numero è passato da 213 a 228 operatori sanitari per 10mila persone nello stesso periodo. 

«Non riusciamo a fornire – dice Fore – un’assistenza di qualità alle madri più povere e vulnerabili. Troppe madri continuano a soffrire all’infinito, specialmente durante il parto. Possiamo fermare questa sofferenza e salvare milioni di vite con un paio di mani sicure, strutture funzionali e una migliore qualità delle cure prima, durante e dopo la gravidanza».

Il focus su giovani madri e spose bambine

I dati poi sulle giovani madri sono allarmanti: «A livello globale, le complicazioni legate alla gravidanza sono la prima causa di morte tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni di età – si legge –. Questo perché le ragazze adolescenti si stanno ancora sviluppando e sono a grande rischio di complicazioni se restano incinte». 

Per quanto riguarda, invece, il drammatico fenomeno delle spose bambine, «hanno meno probabilità di ricevere cure mediche adeguate durante la gravidanza o di partorire in una struttura sanitaria, rispetto alle donne sposate da adulte. In genere, le spose bambine finiscono per avere molti figli di cui prendersi cura, spesso più delle donne che si sposano da adulte. 

In Camerun, Ciad e Gambia, oltre il 60% delle ragazze dai 20 ai 24 anni che si sono sposate prima dei 15 anni ha avuto tre o più figli, rispetto a meno del 10% delle donne della stessa età che si sono sposate da adulte».

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DESTINA IL 5X1000 DELL’IRPEF A NUTRIAID

Noi lo utilizzeremo per aiutare i bambini a diventare grandi

Nei modelli 730, CU e Unico, c'è una sezione dedicata alla destinazione del 5x1000, divisa in 6 parti. La prima in alto a sinistra è quella per il Sostegno del Volontariato e delle altre Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Inserisci il codice fiscale di NutriAid 97567050014 e apponi la tua firma per sostenerla con il tuo 5x1000.

Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero chi ha solo il modello CU fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione, può destinare il 5x1000.

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COSA FACCIAMO CON IL 5X1000

Nel 2018 NutriAid ha ricevuto € 30.715,78 grazie alle scelte di 535 persone (espresse nella dichiarazione dei redditi 2016). I fondi raccolti hanno contribuito alla realizzazione in vari Paesi degli interventi di:

  • Malnutrizione
  • Salute materno-infantile e riproduttiva
  • Sicurezza alimentare
  • Educazione e formazione
  • Emergenza

IMPORTANTE

Questa scelta si affianca all'8x1000, non la sostituisce: è uno strumento complementare. Si può quindi scegliere sia l'8x1000 che il 5x1000 contemporaneamente sulla stessa dichiarazione dei redditi.

Per maggiori informazioni sulla compilazione non esitare a contattarci al n. 011 4390017 o via e mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

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Nella settimana del Salone del Libro 

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Via delle Orfane, 2 a TORINO Tel. 011 4390017 

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Via Chambery, 40 a TORINO Tel. 011 7740510

Non perdere il tour di Giorgia Sottana

DAL 28 APRILE ALL'18 MAGGIO

 

“IO SONO” Giorgia Sottana, Gabriele Bani

Scritto a quattro mani da Giorgia Sottana (giocatrice della Nazionale italiana Pallacanestro) e da Gabriele Bani, suo mental coach, “Io Sono” è un vero e proprio viaggio introspettivo non solo nella vita quotidiana e nel campo da basket di una campionessa da sempre ai vertici della pallacanestro nazionale e internazionale, ma anche nella metodologia di lavoro di un professionista del coaching - Gabriele - chiamato ad indicarle quella via di conoscenza e consapevolezza mirata a definire e compendiare i caratteri di Giorgia, professionista nello sport, Donna e Atleta di livello.

Testimonianza diretta e sincera del percorso di crescita sportiva e personale che Giorgia e Gabriele hanno scelto di compiere assieme, il libro in questione “obbliga” il lettore ad immedesimarsi nella protagonista, così da riuscire a guardarsi “dal di fuori”, ovvero da un privilegiato punto di osservazione che offre l'opportunità di esprimere una valutazione onesta e libera dai lacci delle emozioni.


Giorgia e Gabriele, con il ricavato dalla vendita di questo libro,

hanno deciso di contribuire alla costruzione di 

"NEAR ME: L'OSPEDALE DEI BAMBINI”.

 

per ogni copia Kindle su Amazon a 6,00 euro

3,78 euro saranno destinati all'ospedale

per ogni copia cartacea su Amazon a 10,61 euro 
4,68 euro saranno destinati all'ospedale

per ogni copia cartacea durante il Tour
o in sede o presso Basketmania a 10,61 euro
7,33 euro saranno destinati all'ospedale


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